I musei: Museo dei ferri taglienti
Nel Museo-luogo della memoria trovano collocazione documenti e collezioni interconnessi in modo da avvicinare il visitatore all'utensile oggetto attraverso il vaglio della conoscenza storica.
Il percorso museale ha inizio con una storia della presenza multiforme del coltello nelle azioni umane, confermata da immagini colte nella immediatezza delle raffigurazioni pittoriche della produzione artistica italiana.
Attraverso l'approccio manuale (banchi di montaggio) si rende possibile la conoscenza delle parti componenti le varie tipologie di coltelli. Il visitatore compie il montaggio reale di un coltello e può così valutare tutta la complessità di utensili apparentemente semplici come il coltello da tavola.
Un itinerario tra la produzione di ferri taglienti e lame dei vari centri italiani permette di effettuare comparazione e confronti tra materiali, tecniche ed oggetti anche molto distanti fra loro sia temporalmente che geograficamente.
La cultura e la produzione dei coltelli a Scarperia costituiscono il punto di arrivo e rappresentano il fulcro dell'itinerario museale; la vita e il lavoro delle famiglie dei coltellinai scarperiesi si dipanano fra memorie, racconti e attualità, attraverso immagini e ricostruzioni dell'ambiente di lavoro, della organizzazione sociale e familiare, del controverso rapporto tra la professionalità artigiana e il mondo agricolo.
Le fogge dei coltelli, le caratteristiche costruttive, l'ampiezza del repertorio produttivo scarperiese, sono infine restituite dagli oggetti-testimonianza come i coltelli da lavoro dalla lama esausta per le innumerevoli arrotature, i delicati "palmerini", temperini da scrivania e la intramontabile "zuava" di Scarperia.
La bottega del coltellinaio (Via Solferino, 15), rappresenta la parte dell'itinerario museale in cui è possibile seguire le fasi della lavorazione artigianale del coltello attraverso l'esperienza diretta e perciò con un coinvolgimento anche emozionale del visitatore.
Forgia, banco da lavoro, incudine erano le attrezzature attorno alle quali si svolgeva l'attività del coltellinaio, aiutato nei lavori meno pesanti da lavoratori-bambini e dalla "giratora", manodopera femminile le cui competenze si limitavano a fornire movimento alla mola destinata all'arrotatura delle lame.
Sono stati adottati vari espedienti che consentono di manipolare, smontare e rimontare un coltello in modo da poterne valutare dimensione e forme in rapporto alle potenzialità di utilizzazione.
Il Museo dei Ferri Taglienti appartiene al circuito museale " Museo Diffuso" che interessa i comuni di Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Firenzuola, Londa, Marradi, Palazzuolo, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rufina, San Godenzo, San Piero a Sieve, Scarperia, Vaglia, Vicchio.
© fotografia di
Kee-Ho Casati |