Il Diotto
Si tratta di una rievocazione della fondazione di Scarperia da parte della repubblica fiorentina il giorno 8 (die-octo) settembre 1306, che vede la partecipazione del Corteo Storico Scarperiese, di una rappresentanza del Calcio Storico Fiorentino e dei Bandierai degli Uffizi e tutto il paese in festa.
La prima rievocazione storica fu nel 1954, ma è solo dal 1963 che si fa rivivere la cerimonia della successione del Vicario, riportando in chiave prettamente storica tutta la festa del "Diotto" che da sempre veniva rispettata e veramente sentita nella terra del Mugello.
La festa pertanto, fin da quell'anno si svolge così: alle ore nove di sera un corteo vicariale composto da oltre un centinaio di persone, giunge da "Florentia" accompagnando il Vicario entrante a suon di trombe e tamburi a Porta Fiorentina dove è accolto dal Vicario uscente coi notabili, l'araldo, le dame e i nobili, i musici, le milizie ed il gonfalone . I due personaggi si salutano e quello entrante porge la pergamena che attesta la sua nomina da parte della Repubblica Fiorentina; quindi i due cortei si ricompongono in uno solo, al quale si aggiungono le quattro squadre dei rioni che disputeranno i giochi in onore del Vicario entrante. Esse rappresentarono dapprima i quattro rioni di Scarperia: Canto dei Melai (rossi), Canto dell'Oche (verdi), Canto di San Martino (bianchi) e Canto di Calabrache (azzurri). Successivamente i quattro rioni scarperiesi formarono un'unica squadra: quella dei bianchi, mentre le altre tre furono composte da giocatori di paesi limitrofi, variati negli anni, come Sant'Agata (verde), Borgo San Lorenzo, San Piero a Sieve, Barberino, ed altri. Attualmente i rioni sono dieci (Viola di San Gavino, Rossi di San Michele a Ferrone, Neri di Mezzanotte, Celesti di San Simone alla Rocca, Grigi di San Donato, Gialli di Santa Maria a Fagna, Verdi di Borgo Rinzelli, Granata di San Giovanni Maggiore, Bianchi di Santa Croce degli Ubaldini e Blù di Senni) e per accedere alla finale del Diotto vengono fatte tre eliminatorie di tre squadre, per cui la vincitrice dell'anno precedente gareggia di diritto insieme alla prima di ogni eliminatoria.
Il corteo percorre le vie del centro storico, festosamente illuminate ed addobbate, in una simbolica ispezione alle milizie ed alle mura.
Al suono delle campane della torre del palazzo dei Vicari, il corteo entra a passo cadenzato sulla piazza in quest'ordine: i Sergenti degli Otto di Guardia e Balia seguiti dalle bandiere della Repubblica Fiorentina e dal Gonfalone di Scarperia scortato dai valletti del Comune in costume biancorosso; seguono l'araldo, i Vicari uscente ed entrante; i paggetti; i musici con trombe, tamburi e pifferi; le dame, riccamente abbigliate con costumi d'epoca, di varia foggia e colore, che incedono elegantemente dando ognuna la mano sinistra al proprio cavaliere che le accompagna a e che sua volta tende loro la mano destra; ancora le damigelle d'onore; i Giudici di Campo; i quattro Rioni con i giocatori che si contenderanno il Palio Diotto; seguono i gruppi degli armati e, in ultimo, il gruppo degli sbandieratore degli Uffizi.
Il corteo si schiera davanti al palco delle Autorità e le milizie eseguono il "saluto alla voce" rimanendo schierate mentre sul palco segue la cerimonia ufficiale dell'investitura con queste modalità: l'Araldo legge il decreto d'investitura, quindi il Nunzio Apostolico esce dall'attiguo Oratorio della Madonna di Piazza al suono di una campanella, portando il Vangelo, e sale sul palco (dove magistrati, dame e cavalieri hanno preso precedentemente posto). Il Vicario entrante legge il giuramento tenendo la mano destra sul Vangelo, mentre il Vicario uscente offre le chiavi del palazzo e dà inizio ai giochi. La piazza viene sgombrata e le milizie si dispongono ai lati del palco mentre le quattro squadre finaliste, composte ognuna da sei giovani, rimangono le protagoniste della festa.
Il Maestro dei giochi dà inizio alle cinque gare in programma, al termine delle quali verrà assegnato dal Vicario entrante il palio del Diotto alla squadra che avrà totalizzato il maggior punteggio.
I giochi consistono nel "lancio dei coltelli", nella "corsa sui mattoni", nel "tiro alla fune", nella "corsa nelle bigonce" e nel "palo della cuccagna". Il punteggio ottenuto in ogni gara è il seguente: 4 punti alla squadra prima classificata, 3 alla seconda, 2 alla terza ed 1 alla quarta.
Lo svolgimento delle gare è nell'ordine:
LANCIO DEI COLTELLI
La gara consiste nel lanciare sei coltelli da una distanza di 4 metri, cercando di piantarli in un bersaglio di legno disegnato a cerchi concentrici. Il punteggio viene stabilito in 5 punti per il centro di colore rosso, 3 punti per quello intermedio di colore bianco, 1 punti per il cerchio esterno delimitato in verde.
CORSA SUI MATTONI
Tutte le squadre gareggiano contemporaneamente con un concorrente ciascuna a questo gioco a staffetta. Ogni squadra ha a disposizione cinque mattoni; il concorrente deve compiere il percorso della gara camminando su tre mattoni spostandoli alternativamente con le mani senza mai mettere il piede a terra, pena l'annullamento del percorso fatto e la nuova partenza dal punto del via. Il mattone che si rompe, viene sostituito fino ad esaurimento dei due di riserva, posti a terra sulla linea di partenza; in tal caso il mattone in sostituzione verrà portato al concorrente da un compagno di squadra fuori gara che lo consegna all'amico, fermo sui mattoni rimasti ed obbligato a non mettere piedi a terra. Qualora una squadra dovesse rimanere con meno di tre mattoni integri, il concorrente deve portare oltre la linea d'arrivo il pezzo più grosso. Il cambio fra il primo ed il secondo concorrente avviene al termine del percorso di andata e quest'ultimo non potrà toccare i mattoni finché il compagno di squadra non li avrà portati tutti oltre la linea di fondo.
TIRO ALLA FUNE
A questa gara partecipano due squadre alla volta, complete dei loro componenti i quali tirano fortemente contrapposti la fune, cercando di fare oltrepassare la linea del centro al contrassegno della squadra avversaria, fissato sulla fune stessa; gli accoppiamenti vengono stabiliti tramite sorteggio all'inizio del gioco. Ogni incontro si effettua in due "manches" con cambio del campo ed in caso di parità, verrà sorteggiato il campo per la decisiva "bella".
CORSA NELLE BIGONCE
Le quattro squadre partecipano contemporaneamente al gioco che consiste in una gara a staffetta con 4 elementi per ogni squadra; al via i concorrenti si introducono nella propria bigoncia a cui è stato tolto preventivamente il fondo ed a balzelloni fanno il primo tratto del percorso fino al punto del cambio contrassegnato da una linea bianca, oltrepassandola; il secondo concorrente utilizza la stessa bigoncia non appena il primo ne è sveltamente uscito, e con la massima velocità consentitagli da quell'impedimento, si lancia sul percorso di ritorno fino ad oltrepassare la linea di partenza. Gli altri componenti della squadra non sono in gara ma possono aiutare i quattro concorrenti ad entrare ed uscire dalla bigoncia, senza però varcare le linee che delimitano il campo della gara.
PALO DELLA CUCCAGNA
Due pali di circa 10 mt d'altezza vengono infissi nella piazza, allineati di fronte al palco delle autorità; da una stecca trasversale posta a croce alla loro sommità pendono quattro bandierine. Un solo concorrente per squadra partecipa al gioco e vince colui che riesce a staccare e portare per primo una delle bandierine appese in cima al palo, al Maestro di Campo che si trova al centro della piazza e le cui decisioni sul regolare svolgimento della gara e del punteggio sono inappellabili. Le squadre sono abbinate a mezzo di sorteggio e l'eliminazione è diretta.
Il punteggio assegnato per ogni gioco è: 4 punti alla prima classificata, 3 punti alla seconda, 2 punti alla 3 ed 1 punto alla quarta classificata. In caso di parità viene assegnato il punteggio minore.
Terminata la serie dei cinque giochi, fra l'entusiasmo generale che accompagna la premiazione del rione aggiudicatosi il Palio, i musici intonano l'Inno alla Vittoria ed il corteo si ricompone sulla piazza e si dirige verso il Palazzo dei Vicari.
© fotografie di Sandro Santioli |